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TUTELA LEGALE

12/10/2018 17:10:00 - News

Tutela legale:

aumentano le polizze in Italia.

Ecco in cosa consistono

Questi strumenti, che garantiscono il pagamento delle spese legali da parte della compagnia assicurativa, sono ancora poco diffusi in Italia.

Una certezza in più, soprattutto per liberi professionisti e imprenditori ma anche per le famiglie. L’assicurazione di tutela legale è in costante crescita in Italia: si tratta di polizze che rimborsano il costo dell’avvocato nel caso in cui l’assistito dovesse finire coinvolto in una causa legale.

Secondo gli ultimo dati la raccolta premi nel nostro Paese è triplicata dal 2000 al 2017, passando da 126 a 417 milioni di euro. Si tratta del 5% della raccolta complessiva dell’intero ramo in Europa. Sono diverse le eventualità in cui intervengono le polizze di tutela legale: cause di lavoro, incidenti stradali ma anche liti condominiali o truffe nell’acquisto di prodotti e servizi. Quasi sempre si tratta di polizze che coprono anche i familiari, basta indicarli al momento della sottoscrizione.


Nonostante la loro diffusione sia aumentata in Italia, in altri Paesi europei queste assicurazioni hanno un tasso di penetrazione molto maggiore. In Germania una famiglia su due (40%) ha sottoscritto una polizza di tutela legale per un totale 3,4 miliardi di euro di raccolta premi lordi: quasi la metà del mercato europeo è rappresentato da polizze tedesche. Seguono Francia (1,1 miliardi), Olanda (682 milioni), Austria (543 milioni), Svizzera (536 milioni), Belgio (519 milioni) e Gran Bretagna con 483 milioni.

Cosa coprono le polizze di tutela legale. Chi stipula un’assicurazione di questo tipo sa che la compagnia pagherà le spese legali per le cause in cui si troverà coinvolto. In ogni caso la compagnia tenterà sempre, come primo passo, di risolvere la questione in modo amichevole, senza cioè passare per il tribunale. Se le “buone” falliscono, però, molte compagnie valutano le possibilità di successo prima di agire in giudizio.

Nel settembre del 2016 Altroconsumo ha realizzato un approfondimento proprio su questi strumenti assicurativi mettendone a confronto 16, il cui costo medio è di circa 170 euro l’anno. L’associazione ha rilevato che, molto spesso, le compagnie non prevedono tutele in caso di controversie sorte in seguito alla compravendita e la costruzione di immobili. Eventualità molto ricorrenti nel nostro Paese.
Attenzione anche alle cause di diritto di famiglia (divorzi, separazioni, successioni o donazioni), anch’esse molto frequenti. Solo metà dei contratti analizzati da Altroconsumo offre una copertura in casi del genere.

Occhio ai tempi. Un errore comune tra chi stipula una polizza di tutela legale è quello di denunciare il fatto alla propria compagnia nel momento in cui arriva a casa la lettera dell’avvocato della controparte. in realtà la maggior parte delle polizze, come ha spiegato Altroconsumo, prevedono che la compagnia vada avvertita entro tre giorni dal verificarsi dell'evento che potrebbe causare la lite.

Se l'evento ha rilevanza penale, ad esempio una persona ferita involontariamente, bisogna chiamare la compagnia appena avviene il fatto, senza aspettare la querela della persona offesa. Nel caso di contratti non rispettati, l'assicurazione dev'essere coinvolta nel momento in cui si viola quanto è stato firmato.

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LA CASA IL BENE PIU' PREZIOSO

3/10/2018 7:00:00 - News

PER IL 51,7% DEGLI ITALIANI LA CASA

È ANCORA IL BENE PIÙ PREZIOSO DA LASCIARE AI FIGLI

www.assichiana.it

Negli italiani resta forte l’idea della casa come il bene più prezioso in cui investire se si dovesse pensare di lasciare qualcosa ai propri figli. Lo dimostra l’ultimo sondaggio di Immobiliare.it, secondo cui il 51,7% degli italiani sceglierebbe un immobile se avesse la possibilità di acquistare un bene da tramandare ai suoi eredi. Il risultato si presta, però, a una doppia lettura: la restante metà degli intervistati (48,3%), infatti, non punterebbe al mattone ma opterebbe per altre tipologie di investimento.

La preferenza verso l’immobile come bene rifugio accomuna tutte le generazioni e tutte le regioni italiane: analizzando nel dettaglio le percentuali di chi investirebbe in una casa per i figli sono poco più elevate della media nazionale al Sud (54,38%) e fra gli over 60 (58,23%).

Chi vorrebbe lasciare un immobile ai propri eredi lo farebbe nel 41,65% dei casi in quanto convinto si tratti dell’unico bene durevole, anche se oltre il 29% lo acquisterebbe perché poco fiducioso nelle possibilità delle nuove generazioni, che difficilmente riusciranno a comprarlo in autonomia. Oltre il 18%, però, ha dichiarato che comprerebbe casa ai figli per evitare che questi sprechino denaro in affitto, percentuale che arriva quasi al 21% al Sud, dove la locazione sembra ancora essere considerata come un “ripiego” alla proprietà.

Oltre il 48% degli intervistati ha manifestato la volontà di comprare una casa per sé per poi lasciarla ai figli in eredità, mentre il 37,81% ne acquisterebbe un’altra direttamente per loro. Solo il 13,93% investirebbe in un immobile da utilizzare come casa vacanze.

Nonostante le discussioni circa il futuro incerto e nomade dei giovani italiani, spesso costretti a cambiare città per lavorare, i genitori si mostrano legati al luogo in cui vivono ed evidentemente sperano che i loro figli rimangano vicino a loro: il 61,36% di quelli che opterebbero per un investimento immobiliare lo farebbe nella propria città. Il 19,20% punterebbe a uno dei grandi centri italiani, il 13,34% preferirebbe una località di villeggiatura e appena il 6,10% investirebbe in un Paese estero.

Se dovessi pensare in che cosa investire per consolidare il patrimonio dei tuoi figli, cosa sceglieresti?”: chi non ha scelto la casa come risposta a questa domanda ha indicato in maniera meno decisa le altre soluzioni proposte. Il 16,52% del campione avvierebbe un’attività di business redditizia da tramandare, l’11,28% sottoscriverebbe una polizza vita, il 14,89% opterebbe per fondi di investimento e prodotti finanziari e solo il 5,60% acquisterebbe oro e diamanti.
Analizzando le loro ragioni per non aver indicato la casa, il 43,27% reputa gli immobili come
beni troppo costosi da mantenere. Contrariamente a chi investirebbe in una casa, chi non l’ha segnalata come preferenza è sensibile al tema dei giovani migranti, tanto che il 31,64% ha ammesso di non sapere dove i figli metteranno radici, motivo per cui sarebbe inutile comprare oggi un immobile per loro. Soltanto il 9% ha detto di non potersi permettere un’abitazione e il 2,69% non ne comprerebbe mai una per i figli per timore che, in caso di futuro divorzio, la casa finisca al loro partner.

Questo sondaggio ci ha fatto riflettere sull'importanza di tutelare il proprio patrimonio immobiliare frutto di sacrifici.

In Italia vi sono oltre 60 milioni di immobili di cui il 55% circa di proprietà di privati; solo il 30% di questi risulta essere coperto da polizza assicurativa, ma solo il 2% circa di questi ultimi risulta avere attiva anche la copertura contro gli eventi cosiddetti “catastrofali” quali terremoti ed alluvioni.

Gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno colpito il nostro Paese hanno evidenziato la fragilità e la vulnerabilità del nostro territorio e del nostro patrimonio immobiliare. Solo nel 2016 sono state registrate oltre 10.500 scosse che hanno determinato uno degli eventi più gravi degli ultimi anni. Si stima che solo ad Amatrice ci siano stati 7 miliardi di Euro di danni e che il costo complessivo relativo a tutte le zone colpite dal sisma arrivi ad oltre 23 miliardi.

Le nuove misure

Dopo ogni disastro del genere, non appena terminata la fase di gestione dell’emergenza, subentra il tema del ripristino e della ricostruzione di quanto andato distrutto. Naturalmente l’onere di tutto ciò ricade sul Governo, con tutte le difficoltà, le lungaggini e spesso le polemiche che ne derivano. E’ anche per effetto di tutto ciò che lo Stato ha previsto importanti agevolazioni fiscali per chi sottoscriverà una polizza abitazione con incluse garanzie Terremoto e Alluvione. Tale misura è stata inserita nella Legge di Bilancio 2018, quindi chi assicurerà la propria abitazione contro Terremoto e/o Alluvione godrà di rilevanti benefici.

Tale Legge introduce diverse misure a sostegno della casa, in termini di agevolazioni e detrazioni fiscali, riservando alcuni interventi al tema della ricostruzione delle zone terremotate e alla prevenzione dei danni da catastrofi naturali. A questo proposito si inserisce il bonus assicurativo sulla casa.

L’Art. 1 (comma 768) della Legge di Bilancio 2018 prevede infatti:

  • una detrazione d’imposta pari al 19% del premio di polizza relativo alle garanzie terremoto alluvione;

  • l’esenzione d’imposta del 22,25% sulla parte di premio assicurativo relativo alla specifica garanzia, con conseguente riduzione di costo.

L’obiettivo è rendere meno onerosa una pratica assicurativa che se maggiormente diffusa andrebbe poi a impattare in misura minore sulle casse delle Stato al momento di far fronte ai danni derivanti da questi eventi. Andrà quindi tenuto presente che sottoscrivendo una garanzia a copertura dei danni da terremoti e alluvioni si potrà beneficiare di una detrazione importante sul premio di questa specifica voce di costo, anche nel caso si tratti di un’estensione di una polizza casa. Va precisato che tali agevolazioni si applicano solo ai nuovi contratti (o integrazioni di essi) sottoscritti a partire dal primo gennaio 2018.

Terremoto e alluvione: da cosa dipende il costo?

Oggi tutte le Compagnie abilitate ad emettere polizze danni offrono la possibilità di estendere la copertura assicurativa ai rischi legati agli eventi catastrofali. La copertura è opzionale e si abbina alla garanzia base Incendio. Al valore di ricostruzione a nuovo del fabbricato si applica un tasso che è funzione:

  • della tipologia di immobile;

  • delle caratteristiche costruttive;

  • del territorio (Comune, Provincia o Regione) in cui è ubicato;

  • dell’indice di pericolosità sismica (o inondazione, o altri eventi catastrofali) della zona in cui è stato costruito.

Riguardo a quest’ultimo punto il CNR ha elaborato una mappa puntuale dei comuni italiani dove si tiene conto non solo del rischio storico, ma anche delle caratteristiche orografiche, della natura del sottosuolo, della presenza o meno di falde acquifere ecc..

Oltre al tasso applicato alla polizza, calcolato secondo i criteri appena evidenziati, vi sono altri strumenti adottati dalle Compagnie Assicuratrici per mitigare il rischio a proprio carico.

Ciò si riassume sostanzialmente nell’introduzione di due categorie di strumenti:

  • inserire in polizza franchigie e scoperti;

  • inserire in polizza gli stop loss, ovvero il massimo indennizzo previsto per quella data partita e per quel dato evento assicurato.

In condizioni particolarmente rischiose per la Compagnia, quali ad esempio caratteristiche costruttive non conformi a standard minimi di sicurezza, ovvero ubicazione in zone o territori particolarmente esposti a certe tipologie di rischio, può capitare che la Compagnia decida di rifiutare la copertura.

Al fine di scegliere in maniera attenta ed efficiente le soluzioni migliori per le proprie esigenze, è quanto mai opportuno affidarsi a professionisti qualificati che siano in grado di guidare il cliente verso la scelta migliore, beneficiando al massimo delle agevolazioni offerte, ma allo stesso tempo sapendo tutelare al meglio il patrimonio che dovrà essere assicurato.

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Nella prossima news parleremo delle altre forme di investimento per coloro che non hanno individuato nella casa il bene più prezioso da lasciare ai propri figli.

Ciao appuntamento a  Mercoledì prossimo

Carlo e Francesco

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